Cosa non si fa per un “6”

Finalmente, è arrivata la nostra casetta nuova.

Emozionante….un trasloco….a 6 mesi dalle nozze, tanto non avevamo nulla da fare!

Superato l’impatto mentale con il “ BISOGNA-IMPACCHETTARE-TUTTO-IN-UN-MESE-MENTRE-LAVORI-E-ORGANIZZI-IL-MATRIMONIO-SENZA-POTER-PRENDERE-FERIE-SENNO-TI-GIOCHI-IL-VIAGGIO-DI-NOZZE”, (l’effetto senza fiato rende esattamente il mio stato d’animo),  arriva il dramma… arredare casa INSIEME A LUI.

Io, che sono  (fui..sarei…) stilista, seppure le mie forme non concedano tailleur di chanel, e tacchi a spillo vertiginosi, e il mio lavoro, come già detto non c’entra nulla con la moda, ho mantenuto  un certo gusto per l’estetica, che vorrei soddisfare in ogni angolo della mia prima casa .

E impazzisco se un mobile bianco, non è del bianco che volevo e non è uguale all’altro mobile che è di un bianco diverso dal bianco che sognavo ma che sapevo non sarebbe stato così bianco. Chiaro, no? J

Tu lo ami, lo guardi, ha lo sguardo innocente davanti a tutti quei cataloghi. E tu lo ami ancor di più, perché è li per parlare di arredamento, invece di stare a giocare alla play o vedere la partita (in questi casi solitamente, c’è una cuffietta nascosta da qualche parte).

Lo ami, si;  finchè non apre bocca.  Più che altro perché non avevo considerato,  che parlasse. Di mobili.

E quindi il verdetto.

Mobile tv. Si sceglie in base alle “Console” e all’home theatre.                                         Povera me…volevo le vetrinette bianche con bicchieri di cristallo lucidi.

Libreria a muro.         Si ma con un –buco- di 120cm tra un blocco e l’altro perché  -deve mettere il tavolo con il computer-

(chiariamoci,  quando usa il pc si sdraia con il portatile sul nostro divano…quindi a cosa mai servirà la scrivania?!).

Depressa nel vedere la splendida visione della casa perfetta, sfumata e trasformata  in una casa tecno-quasi-chic, accetto. Perché lo amo, e perché d’altra parte, è pure casa sua.

Chiaramente sulla cucina, non ha potuto metter bocca.

Quello è il mio regno. E la sua tranquillità nel lasciarmi fare ,almeno in quella stanza,  mi fa capire che sa di potersi fidare di me , in cucina.

Ci dormo la notte. Sogno la mia casa bianco-chic, minimal, con le vetrinette ed i cristalli.

Poi mi sveglio e vedo il progetto. Lo amo. Va bene.

Ma durante la giornata, il mio cervello involontariamente,  elabora una “vendetta”.

C’era quel lampadario. A forma di soffione enorme; un’enorme sfera di carta dal diametro di 80 cm. Che lui non ha mai voluto, per paura di prenderla a capocciate nella notte (anche fosse, è carta).

Io avevo accettato il suo rifiuto. Senza problemi.

Ma ora.

Ho un importantissimo metro e venti di libreria in meno. Non potrò mai esporre i bicchieri di cristallo (che non ho) nelle mie vetrinette lucide del mobile tv.

Quindi, con gran sorriso. “Amore, ti amo, va bene, il progetto è perfetto, proprio come piace a me (!!!).Grazie per avermi aiutato. Sei l’uomo migliore del mondo. IO farei tutto per te, e tu anche, vero?”

“Si, certo”

“Bene, in camera , mettiamo il soffione da 80”.

E’ una stupida lampada di carta (che adoro), ma quanto mi piaceva a scuola, accontentarmi di un 6, a sforzo zero!

Cosa non facevo….per un 6.

Francy

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