Il civico 241

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E mentre le cose tornano al loro posto, il lavoro prosegue più tranquillo, non certo come orari, la primavera sta pian piano svegliando il nostro giardino. Ed io passo ore a guardare quella meraviglia,  incredula sia davvero mia.

Per anni ho sognato la casa con il giardino. Un pezzetto d terra da curare, e da veder fiorire.

Avevamo una casa al mare, quando ero piccola, che poi con gli anni è stata venduta.

In quella casa la mia nonna, dava il meglio di se , nel giardino.

Era piena di fiori, un roseto in un angolo, di mille colori.

Una palma enorme, che si specchiava in un piccolo stagno con dei pesciolini rossi. “Mantellina”, una pesciolina bianca e rossa, era la sua preferita. La coccolava più degli altri.

Una bellissima ninfea, al centro dello stagno, timida, si faceva vedere poche volte.

Quel bellissimo patio mattonato, dove andavo in biciletta, ma poco , che nonna si arrabbiava se lasciavo i segni.

Addormentarmi con il suono della famiglia che ancora nel patio vedeva la Tv.

Svegliarmi la mattina con il rumore de giardiniere che tagliava il prato, e quel profumo d’erba appena tagliata.

Il rumore delle ruote delle macchine, sulla strada,  mi faceva capire subito che tempo facesse fuori.

Ricordi di una bambina che passò li tutte le estati della sua infanzia. Con i nonni. E la natura.

Non la dimentico quella casa.

L’ho copiata in tutto e per tutto.

Quel vecchio camino che io non ho mai visto, appena entravi a destra.

Quando ho cominciato a capire, era già stato murato, mi è solo stato raccontato, ed ora lo ho anche io.

Quel corallo che riempiva quel muro, l’ho fatto incorniciare per farlo rimanere per sempre con me.

Il giardino, i fiori.

Quella Cicas che dondolava mossa dallo spruzzo del laghetto.

L’aria di mare.

A casa mia, c’è il mare. C’è il ricordo di quella casa.

Quando la casa al mare fu venduta, andai subito a cercare quel vecchio cartello del civico. Che ora è li, nel mio giardino.

Vecchio, impolverato, per molti privo di senso.

Per me, rappresenta quella casa, la mia infanzia e tutto quello che mi ha insegnato nonna, forse senza nemmeno volerlo, senza rendersene conto, io la seguivo, la guardavo ed imparavo ad amare i fiori come li amava Lei.

Ed ora quel numero in giardino, e quel roseto davanti alla camera che ho creato, so che la renderebbe orgogliosa.

Amerebbe quanto amava casa sua, il mio giardino.

L’ho visto nei suoi occhi, che amano ma non parlano, l’ha riconosciuta anche Lei.

La perfetta copia del civico 241.

 

LadyC.

 

2 Pensieri su &Idquo;Il civico 241

  1. Tenera lei. Bello avere questi ricordi di famiglia. Spero un giorno, se mai avrò figli, di crearli anche io per loro. La cosa bella é dar testimonianze che i sogni si avverano. Così anche le acide come me possono crederci

    • I sogni si avverano si! Si fanno sacrifici, ma si possono avverare. Basta volerlo. E avere le persone giuste intorno.
      La vita è meravigliosa, nel bene e nel male, se si sa vivere. Se si è capaci di giocare!!!

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